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Nomina del Patrono Stabile presso il Tribunale ecclesiastico di Lugano

inserito il 16.01.2016

Come indicato dalla disposizioni canoniche (canone 1490 del Codice di diritto canonico)  e dall’Istruzione Dignitas Connubii (art. 113) il Vescovo di Lugano ha proceduto in questi giorni alla nomina di un Patrono stabile presso il Tribunale diocesano con il compito di assicurare una consulenza a chi ritiene di rivolgersi allo stesso Tribunale per l’apertura di una causa di nullità di matrimonio.

Per tale incarico Mons. Vescovo ha scelto il Dott. Don Claudio Laim, che può contare in questo compito sulla sua ampia esperienza in questo settore, essendo giudice del Tribunale ecclesiastico di Lugano dal 1986.

 

Chi è e che compiti svolge un Patrono stabile
La nomina ha una durata di cinque anni e questo servizio è gratuito, nel senso che tutti i costi relativi a questa consulenza, come peraltro auspicato anche da Papa Francesco, sono assunti dalla Diocesi.
Il Patrono stabile dopo aver seguito  l’introduzione della domanda, potrà assicurare la sua assistenza durante l’intera procedura fino alla sentenza conclusiva, se così richiesto dagli interessati e se autorizzato dal Vicario giudiziale.
Chi fosse interessato ad usufruire di questa consulenza può concordare un appuntamento con il Patrono per il tramite del Tribunale ecclesiastico di Lugano (091/913.89.89; tribunale.diocesano@catt,ch).

Indichiamo i testi ai quali fa riferimento il decreto di nomina (1.1.2016)

Canone 1490 del Codice di diritto canonico
In ciascun tribunale si costituiscano, per quanto è possibile, patroni stabili, stipendiati dallo stesso tribunale, che esercitino l’incarico di avvocati o procuratori nelle cause soprattutto matrimoniali per le parti che di preferenza desiderino sceglierli.

Art. 113 dell’Istruzione Dignitas Connubii da osservarsi nei Tribunali diocesani  e interdiocesani nella trattazione delle cause di nullità del matrimonio, pubblicata dal Pontificio Consiglio per i Testi Legislativi, il 25 gennaio 2005.

Art. 113 –
§ 1. Presso ogni tribunale ci sia un ufficio o una persona, dalla quale chiunque possa ottenere liberamente e sollecitamente un consiglio sulla possibilità di introdurre la causa di nullità di matrimonio e, se ciò risulta possibile, sul modo con cui si deve procedere.

§ 2. Qualora questa funzione sia svolta dagli addetti del tribunale, questi poi non possono aver parte nella causa né come giudici né come difensori del vincolo.

§ 3. In ogni tribunale, per quanto è possibile, si costituiscano patroni stabili, retribuiti dallo stesso tribunale, i quali possono svolgere la funzione di cui al § 1, ed esercitare l'ufficio di avvocati e procuratori a favore delle parti che di preferenza decidono sceglierli (cf. can. 1490).

§ 4. Se la funzione di cui al § 1 è stata demandata a un avvocato stabile, egli non può assumere la difesa della stessa causa, se non come avvocato stabile.

 

 

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